Sabato, 20 Ottobre 2018 | Login

Il costo del discepolato

se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”. (Luca 14:28-33)

Se uno non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. Questa frase, che dice Gesù, è molto dura perché fa un momento di verifica, da delle condizioni. Anche se questo passo biblico è chiaro, chiediamoci, perché ci invita a usare la ragione? E’ interessante vedere pure, come nei versetti precedenti ci da delle dritte che ci orientano a essere suoi discepoli:
• 26 Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
• 27 Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
Mamma mia, è perché uno può venire dietro Gesù Cristo solamente se ha questi sentimenti nel cuore? Bisogna capire che Gesù, non sta dicendo devi amarmi più di tuo padre e di tua madre, perché sennò non ti accetto, come una cosa che ti imponga, no; la frase, non può essere mio discepolo indica che non ne ha la capacità. Non si riesce a essere suo discepolo, se uno va dietro a Gesù e non ha smesso di mettere al primo posto l'affetto di mamma e papà. Noi abbiamo un rischio, cioè di restare tutta la vita schiavi dalle aspettative familiari, che può sottomettere tutto, può addomesticare anche la volontà di Dio. Chi, ha avuto delusione dagli affetti familiari? Chi, non ha percepito che la vita non può venire da gente povera come te, come tuo padre, tua madre e tutti i tuoi familiari? I genitori vanno rispettati, amati e curati, ma non sono una sorgente della vita, la sorgente della vita è Dio. Chi non ha avuto questa delusione, non ce la fa a seguire il Signore Gesù Cristo. Gesù dice, tu calcoli le spese quando costruisci una cosa? più avanti in questo testo, e se non ce l'hai i soldi per costruire questa torre, non la costruisci, non ce la farai, ti fermerai. Cosa significa? Se una persona non ha iniziato a percepire quanto sia illusorio il senso delle aspettative familiari, e di tutto quello che è lo stare in una piacevolezza, non si può entrare nella fede. Ecco, noi dobbiamo metterci di fronte a questa torre da costruire e non si può arrivare alla pienezza della vita in Cristo, alla pienezza dei figli di Dio, se non passando per dei tagli affettivi per delle redenzioni rispetto alle nostre proprie schiavitù, alla nostra propria attitudine di far dipendere la nostra vita dagli altri. ll testo apre la prospettiva ad un’altro grande argomento, altrettanto serio, l'argomento del rapporto con il bene di questo mondo; chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo, chi ha qualche cosa che è più importante di me, non ce la farà ad essere mio discepolo; la prospettiva qui, non è non ti accolgo ma non ce la farai proprio a seguirmi, dice Gesù, perché la volontà di Dio non si può compiere senza libertà affettiva, la volontà di Dio non si può compiere senza la libertà dai beni di questo mondo.
Allora è molto importante sapere chi è il Signore, la chiesa da un termine ben preciso è il Messia di Dio, l’inviato; dietro a questa rivelazione, c'è il credere nelle promesse di Dio e crederle compiute. Ma a questo punto Il problema è: non dobbiamo da dire ciò che sappiamo, dobbiamo da fare un'altra cosa; cioè una volta che abbiamo capito chi è il Signore, una volta che abbiamo scoperto il suo segreto, è il momento di seguirlo; ecco il rischio che abbiamo, restare fermi all'informazione, restare alla definizione, non fare un salto; in fondo anche il maligno sa chi è Dio, e sa perfettamente chi è Cristo; se noi andiamo a vedere i racconti di esorcismo che ci sono nei Vangeli, i demoni quando reagiscono alla presenza di Gesù, sempre fanno la professione di fede, dicono che Lui, appunto è il Cristo di Dio, l'inviato di Dio. E perché Gesù dice loro di tacere? Ma perché se c'è una cosa che proprio il maligno non fa è obbedire; il problema, infatti non è sapere chi è il Cristo e basta; ma una volta saputo, obbedirgli una volta saputo seguirlo, venire dietro a Lui; vivere non seguendo più semplicemente una teoria, semplicemente una buona intuizione, ma seguendo una persona, e dobbiamo capire come è valida l'ipotesi di seguirlo; ma a quel punto dobbiamo metterci in movimento, ed è interessante che il punto di partenza è il rinnegare se stessi. Chi vuol venire dietro di me mi segua, cioè non è un atto che avviene una volta e basta, ma seguirlo sempre; è lo stato di chi va verso la Risurrezione, di chi trova la vita vera, di chi perde ciò che va perduto e salva ciò che va salvato, che è il principio del discernimento.
Noi nella vita diciamo molte volte, ho capito ecco ho capito una cosa; oggi come oggi, anche quando l'uomo capisce un problema, lo risolve; vero? No, non è sempre così, l’ha solamente capito; almeno nel riguardo della fede. La risoluzione dell'uomo non è la diagnosi, ma la cura; una volta che abbiamo capito chi è Il Signore il problema è farlo diventare il Signore della nostra vita, e c’è una sola maniera, toglierci dal centro del nostro agire, rinnegare noi stessi, perdere la propria vita. Perché dobbiamo perdere la nostra vita? E’ veramente una cattiva notizia? A mio avviso non lo è per niente, la mia vita non è tutto sto granché, ovverosia è bella sì ma è niente a confronto di ciò che Cristo mi può dare, la nostra paura non deve essere di perdere la nostra vita, ma di tenercela così come; è mortale, è limitata, è tanto ingannata di non arrivare alla vita salvata, di non arrivare alla vita nuova, noi dobbiamo vedere il fatto di poter uscire dall’angusto spazio del nostro ego e arrivare alla realtà di Cristo, come una buona notizia. Siete d’accordo?
Gesù ci dà un mandato; la missione della chiesa, quella di insegnare alle persone, a vivere da discepoli. Quanta gente cè che non sa vivere da seguaci; quanto è importante, quanto è importante non vivere da presuntuosi, sapere di avere sempre tanto da imparare, vivere fino all'ultimo giorno della nostra vita da persone che hanno un maestro, da persone che hanno qualcosa da scoprire, imparare a fare della nostra vita, la vita di discepoli e insegnare agli altri a vivere così; che meraviglia. Che bello essere sorpresi tutta la vita, avere qualcosa di nuovo da scoprire.
Questa è la prima cosa; poi battezzare nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Che bello essere portati e portare qualcuno a conoscere il nome del Padre, a conoscere il nome del Figlio a conoscere lo Spirito Santo; immergerli nel Padre, questo è ciò che poi si celebra nel rito del battesimo, saper entrare nella meraviglia della paternità di Dio, sentirne la provvidenza forte e tenera, saper immergersi nell'amore di Cristo, immergersi nelle sue piaghe gloriose, immergersi tra le sue braccia che ci accolgono come fratello forte e Salvatore, immergersi nello Spirito, e uscire finalmente dalla menzogna ed entrare in quella verità che solo lo Spirito Santo, ci sa donare. che mandato splendido che ci ha dato il Signore, portare le cose al bello, portare le persone all'incontro con Dio. E poi c'è ancora un’altra cosa da fare, imparare prima di tutto noi stessi e poi dirlo agli altri, ad avere sempre davanti agli occhi quanto è buono obbedire a Dio, a fare ciò che Cristo ci comanda, a camminare per la via della Sapienza.
Una cosa che sappiamo, è che se noi compiamo la nostra missione, Cristo è lì con noi, quando siamo fuori dalla nostra missione Cristo non è lì, andiamo da soli, siamo produttori dei nostri pasticci e rispondiamo in proprio; allora accogliamo questa parola e pensiamo: sono disposto a rinunziare a tutti i miei averi? Sono disposto a essere suo discepolo e vedere la sua potenza attuarsi in me?
Alcune persone non sanno che si può vivere in un altro modo, ma è anche vero che altre, tendono a dimenticarlo. Stiamo attenti, perché quest’ultimo è il rischio più grande che corriamo, cioè quella di fare la nostra volontà e non quella di Dio. Amen

 

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