Martedì, 17 Settembre 2019 | Login

Individualismo, virus nocivo per la famiglia

1 - Comincia ad amare la moglie, il marito, per quella/o che è, non per quello che vorresti che fosse.

2 - Annaffia ogni giorno il bel Fiore del Matrimonio con gesti di affettuosa premura, altrimenti va in puzza con separazioni e divorzi.

3 - Aiutatevi a vivere bene la Vostra VOCAZIONE MATRIMONIALE come via alla SANTITA' MATRIMONIALE.

4 - Sposi, parlate molto tra Voi, chiariteVi le idee e combinate insieme l'educazione dei figli, senza litigare davanti a Loro .

Meno Televisione, più colloquio tra Voi : in TV parla un estraneo, ma Tu sei Moglie- Marito, consacrati dal Sacramento del Matrimonio !

Ripeto : NON più l'IO o TU, ma il NOI sia il linguaggio degli Sposi. Gioire insieme, soffrire insieme, decidere insieme. "Non individualismo!"...

5 - Il diavolo,esiste!!! e si è accanito contro la VITA (Aborto,Eutanasia...) e contro la FAMIGLIA (Separazioni,Divorzi....):Fondamenta dell'Umanità.

6 - Figli, collaborate al progetto famigliare . Genitori, rispettate la Vocazione-Missione che Dio ha dato ai vostri Figli .

7 - "Il Vangelo non è solo un libro di meditazione, ma un manuale di ingegneria per la costruzione di un mondo migliore con famiglia migliore" (La Pira)

Sempre aff.mo -Padre Mattia-Trinitario

L'individualismo, il virus più nocivo per la famiglia

L'arcivescovo Vincenzo Paglia presenta il Congresso Cattolici e Vita Pubblica

Il presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia, l'arcivescovo Vincenzo Paglia, ha presentato il XVI Congresso Cattolici e Vita Pubblica, organizzato quest'anno sul tema “La famiglia sempre: sfide e speranza” e che avrà luogo il 14, il 15 e il 16 di novembre.

Nel suo primo intervento successivo al Sinodo sulla famiglia, monsignor Paglia ha avvertito del fatto che l'egemonia della cultura individualista porta all'indebolimento e alla distruzione della famiglia, e con essa di ogni forma di vita associata stabile.

Per questo, ha chiesto ai cattolici di separarsi dal “virus dell'individualismo” e di promuovere una cultura dell'amore come dono, come servizio agli altri.

“La famiglia non deve vivere solo per se stessa, ma per l'edificazione di un aldilà. La famiglia ha bisogno della comunità per non essere alla mercè dell'individualismo”, ha spiegato il presule. “Attualmente, la famiglia è in genere abbandonata dalle istituzioni pubbliche”.

L'importanza della famiglia e la necessità di offrire testimonianze sono state affrontate anche durante la presentazione del Congresso, spiegando che la famiglia è “il luogo della vita, il mistero dell'essere, della prova e della storia. La sua unicità la rende un incredibile e insostituibile 'patrimonio dell'umanità'”.

“La famiglia continua ad essere una buona novella, e i cristiani sono chiamati a vivere e a testimoniare questa buona novella al mondo intero, perché tutti possano a loro volta sperimentare la sua forza e la sua bellezza”, ha indicato monsignor Paglia.

Il presule ha anche ricordato l'importanza di “accogliere” le “famiglie ferite”, di “eliminare ogni emarginazione o ostilità” e di prestare attenzione alle donne, osservando che “serve un'attiva presenza femminile nell'elaborazione di una nuova pastorale familiare”.

Monsignor Paglia ha quindi richiamato la necessità che i giovani conoscano la famiglia cristiana. A questo scopo, è importante spiegare loro che una famiglia è “la cosa più bella del mondo”.

Carissimi della famiglia emailiana di P. Mattia:

"Dio lavora anche in Televisione".

Elena Sofia Ricci: “Suor Angela mi ha cambiata”

Protagonista della fiction “Che Dio ci aiuti” racconta il suo straordinario percorso di fede.

Scorretta, bizzarra e piena di difetti, ma anche madre insostituibile per le ragazze del convento. E' Elena Sofia Ricci nei panni di Suor Angela della fiction campione di ascolti Che Dio ci aiuti, arrivato alla sua terza serie e in onda ogni giovedì sera su RaiUno.

Antidiva per eccellenza, sincera per natura, l'attrice ha raccontato come il ruolo di una religiosa, seppur romanzato in uno sceneggiato capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo con la giusta dose di leggerezza e serietà, abbia cambiato profondamente la sua vita spirituale.

“Solo chi ha avuto la grazia d'essere stato toccato dall'amore di Dio, sa di cosa parlo. La fede – ha rivelato Elena Sofia Ricci ad A Sua Immagine (25 ottobre) – ha mutato completamente il mio modo di vedere le cose e quindi anche la possibilità di interpretare suor Angela ogni volta con nuovo e rinnovato slancio”.

Da agnostica a un percorso dell'anima intenso e vissuto in comunione con la sua parrocchia di Sant'Andrea Apostolo sulla Cassia a Roma, Elena Sofia è oggi una donna diversa e una mamma che educa ai valori cattolici le sue due figlie.

All'inizio, racconta, era un po' reticente sull'interpretare la parte di una suora che le ricordava molto da vicino Don Camillo, anche per i monologhi con il crocifisso che trovava un po' “retorici” o addirittura "banali”. Poi la svolta dopo l'incontro con una giovanissima religiosa, di nome suor Benedetta. “Ricordo perfettamente la prima volta che ci siamo viste. E' stata, per usare una metafora parecchio brusca, come 'fare un frontale con un tir'. Il racconto della sua chiamata e della scelta di diventare suora (lei faceva l'avvocato, era una bellissima ragazza, stava per sposarsi e lasciò tutto per rendere i voti), con tutto ciò che di doloroso comportava, ha toccato profondamente la mia anima”.

“Così, mettendo da parte barriere e inibizioni ho iniziato a pregare: non l'avevo mai fatto con tale intensità. Mi è venuto del tutto naturale, spontaneo e ho riprovato emozioni fortissime. Sono uscita da quel convento che la mia vita era cambiata”, continua l'attrice che da piccola è stata battezzata di nascosto dal padre e dalla nonna perché la mamma non era credente anche se aveva sempre nutrito rispetto per la Chiesa.

Quindi, prosegue, “mi sono accostata alla Prima Comunione il giorno stesso del mio matrimonio con Stefano mentre la Cresima l'ho fatta due anni fa”, ricorda richiamando l'emozione fortissima provata durante il rito dell'unzione in cui scoppiò a piangere in modo irrefrenabile. “Con la Cresima si 'conferma' la propria appartenenza a Dio – sottolinea – e si diventa testimoni di Gesù nel mondo: e io sono la 'prova vivente' che la fede cambia la vita”.

Ora, infatti, quando va a camminare si porta dietro il rosario per recitarlo: “la pace che mi sboccia dentro in quei momenti è qualcosa di fortissimo. Non sono diventata una cattolica perfetta dall'oggi al domani, ma sento di aver intrapreso un cammino”.

Ma come se lo immagina l'aldilà? “Non lo so – risponde –, ma se seguiamo Gesù il paradiso lo troviamo anche qui, ora. Il suo amore ci aiuta a trasformare il nostro presente in un pezzo di vita eterna”.

Che Dio ci aiuti “a vivere con amore, il sentimento che fa muovere tutto”, conclude.

 

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