Martedì, 17 Settembre 2019 | Login

Il Silenzio

E queste due persone si incontrano soprattutto quando in noi e fuori di noi c’è silenzio.

Questo è importante da capire da ogni cristiano e soprattutto da Religiosi e Religiose nei Conventi, ove la pratica del silenzio, “ Silentium, comes Orationis “ va sempre più scemando, perché il Maligno e il Mondo non risparmiano di bussare alle porte dei Conventi.

Il Computer e certi siti internet tutt’altro che edificanti forse occupano troppo tempo; la TV, con programmi peraltro di scarso valore, toglie tempo al Tabernacolo; il chiacchiericcio danneggia la Fraternità e toglie l’attenzione per i membri più bisognosi della Comunità.

Ricuperiamo il Silenzio che aiuta l'unione co Dio e la maturazione delle persone !

Padre Mattia

“ Il SILENZIO “

LINGUA PIU’ IDONEA PER LA PREGHIERA

Forse non ci rendiamo conto che Dio ha creato anche il silenzio. Che il silenzio è quella cosa bella (Gn 1,12), di cui l'Artista Divino si compiace.

Che il silenzio è quella bella azione che Lui tanto gradisce (...) Che il silenzio risuona nell'universo. Pochi sono convinti che il silenzio può essere la lingua più adatta per la preghiera. C'é chi ha imparato a pregare con le parole, solo con le parole. Ma non riesce a pregare solo con il silenzio. C'é " un tempo per tacere e un tempo per parlare" ammonisce il Qohelet (3, 7).

Qualcuno, però, anche condizionato dalla formazione ricevuta, il tempo per tacere nella preghiera e non solo nella preghiera proprio non riesce a indovinarlo. Eppure T. Merton sostiene che il silenzio costituisce la vita di preghiera. E Saint-Exupéry assicura: "La preghiera è un esercizio del silenzio". San Giovanni della Croce, da parte sua, ha coniato una formula indimenticabile: "tacere per consentire a Dio di parlare." Del resto, i Padri latini avevano detto, con altrettanta concisione: "Verbo crescente, verba deficiunt." Ossia, a mano a mano che la Sua Parola si impossessa del tuo essere, le parole vengono meno.

Potremmo parafrasare così: la preghiera cresce dentro di te in maniera inversamente proporzionale alle parole. O, se preferiamo, il progresso nella preghiera è parallelo al progredire nel silenzio. L'acqua che cade in una brocca vuota fa molto rumore. Quando però il livello dell'acqua aumenta, il rumore si attenua sempre più, fino a sparire del tutto allorché il vaso è colmo. Per molti, invece, il silenzio nella preghiera risulta imbarazzante, quasi sconveniente. Non si sentono a loro agio nel silenzio. Affidano il tutto alle parole. E non si rendono conto che unicamente il silenzio esprime il tutto (per dire il niente ci voglio tante parole !.

Il silenzio è pienezza. Stare in silenzio, nella preghiera, equivale a stare in ascolto. Proprio come gli alberi che, nel bosco, captano messaggi segreti portati dal vento. Il silenzio è la lingua del mistero. Non ci può essere adorazione senza silenzio. Il silenzio è rivelazione. Il silenzio è il linguaggio della profondità. Direi che il silenzio non rappresenta tanto l'altra faccia della Parola, ma è Parola esso stesso. Dopo aver parlato, Dio tace, ed esige da noi il silenzio, non perché la comunicazione sia terminata, ma perché restano altre cose da dire, altre confidenze, che possono essere espresse unicamente dal silenzio.

Le realtà più segrete vengono affidate al silenzio. Il silenzio è il linguaggio dell'amore. Quando l'amante parla all'amata, l'amata da più ascolto al silenzio che alla parola: "Taci, sembra sussurrare, taci perché possa udirti" (Max Picard). Il silenzio è il modo adottato da Dio per bussare alla porta. E il silenzio è il tuo modo di aprirGli. Il Signore lascia dire ai libri, agli individui che parlano a nome Suo. Lui, però, sta dietro alle pagine e alle parole, taciturno. Aspetta che quelli abbiano finito, perché tu ti accorga del tuo Suo silenzio e capisca, attraverso il silenzio, ciò che di essenziale c'é da capire.

Quello è il Suo modo più convincente di spiegarsi. Se le parole di Dio non risuonano come silenzio, non sono nemmeno parole di Dio. Dio tace di fronte alle tue domande, non interviene nei colloqui di cui tanto ti compiaci, non dice nulla neppure delle sciocchezze che fai. Sembra che Dio non abbia nulla da dire, non voglia sapere nulla. In realtà, Lui ti parla tacendo, e ti ascolta senza sentirti. Non per nulla i veri uomini di Dio sono dei solitari e dei taciturni. Chi si avvicina a Lui, si allontana necessariamente dalle chiacchiere e dal rumore.

E chi Lo trova, normalmente non ritrova più le parole. Fare silenzio, in certi casi, non vuole dire semplicemente sospendere il parlare, ma disimparare a parlare. La vicinanza di Dio ammutolisce. La luce è esplosione di silenzio. Prega, dunque nel silenzio. Prega col silenzio. Prega il silenzio. Il silenzio rappresenta il rito più bello, la liturgia più grandiosa.

E se proprio non puoi fare a meno di parlare, accetta che le tue parole vengano inghittite nella profondità del silenzio di Dio (Don A. Ponzato).

- Tu parli di Dio agli amici per convincerli ?

- No, non parlo di Dio, perchè Dio bisogna darlo, darlo.

DIO: Dillo pure, ma sopratutto Dallo.

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