Lunedì, 17 Dicembre 2018 | Login

Salire sul monte per cercare il volto di Dio

Il cammino quaresimale ci presenta oggi Gesù che sale sul monte a pregare,con tre suoi discepoli, si manifesta e si fa vedere nello splendore della sua gloria, annuncia l a sua morte e resurrezione.

Gesù sale sul monte a pregare, vive questo desiderio dell’incontro e dell’intimità col Padre.
Per noi tutti è un richiamo e un esempio. Mi ha colpito in una preghiera quaresimale di questi giorni, questa invocazione: “Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia e fa che superando ogni forma di egoismo, risplenda ai tuoi occhi per il forte desiderio di te”.
Nella nostra vita dobbiamo avere un forte desiderio di Dio! Chiediamoci se c’è in noi il desiderio di Dio! Restiamo indifferenti o abbiamo la sensazione di fare un favore al Signore, quando preghiamo o andiamo in chiesa?
Mi pare che spesso siamo distratti, dissoluti, preoccupati di molte cose materiali, incapaci di silenzio, di interiorità, nella ricerca delle nostre gioie, e sempre più tristi e vuoti.
Notiamo la fatica, di momenti di raccoglimento, di preghiera vera, di esperienza gioiosa e vera di Dio. Ne abbiamo bisogno tutti. Vogliamo imparare a salire con Gesù sul monte?
Se non c’è la preghiera, se non c’è l’ascolto della parola di Dio, se non accogliamo i sacramenti, non c’è vita cristiana in noi.
La nostra anima non potrà vivere senza l’incontro con Dio, senza il soffio e il nutrimento di Dio, non potrà vivere senza Dio.
Non posso ridurmi a pregare solo quando me la sento, quando ne ho voglia, quando mi ricordo. La preghiera deve diventare un fatto costante nelle mie giornate. La preghiera mi salva, mi aiuta a vivere la vita cristiana e anche la vita umana.
Sul monte Tabor i tre apostoli vedono la gloria di Dio.
E’ questo un modo di prepararli a capire quello che succederà dopo: la morte e la risurrezione. Ogni incontro con Dio nella preghiera è contemplare la sua gloria, è sperimentare il suo amore infinito e continuo, è trovare un senso a tutte le cose, fino alla vita nuova che Dio ci darà per sempre.
Solo la fede dà motivi per vivere e offrire la nostra vita a Gesù Signore. Nel cammino quaresimale ha un significato particolare questo secondo mistero della trasfigurazione di Gesù sul monte, come ha avuto un significato particolare nell’esperienza dei tre apostoli che sono stati ammessi a contemplare il volto glorioso di Cristo.
Lo stesso significato entra nella nostra vita di credenti, nello svolgersi della nostra esistenza concreta di ogni giorno, dove si sperimentano, oltre che le gioie, tanti problemi, difficoltà, drammi, morte….
Come Cristo, il cristiano sa che il dolore e la morte non sono l’ultima parola, ma la penultima; la prima, la vera e definitiva, è la vita.
Occorre allora illuminare la nostra vita con la luce della fede, con la luce di Cristo.
“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”
Ecco la certezza della nostra fede, che diventa esperienza continua ogni giorno: Sì, Dio è per noi. Lui non ha risparmiato il proprio figlio: suo Figlio è venuto sulla terra, ha vissuto nella povertà e nel servizio, ha sofferto la passione, è morto sulla croce. Dio che ha dato tutto: ci ha dato il suo Figlio!
Allora possiamo essere certi e aperti a una fiducia unica: Dio ci darà ogni cosa assieme a suo Figlio.
Ogni cosa! Nella nostra esistenza, nelle nostre necessità, nei problemi o difficoltà, in vita e in morte e per l’eternità: dio ci darà ogni cosa, come espressione del suo amore e perché possiamo vivere nella gioia vera del suo amore. Amen

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