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Appuntamenti della Comunità

Sale della Terra, Luce del Mondo

A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.” (Mat. 5,13-16)

IL COMMENTO

"Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo", dice Gesù mica poco! E nota bene, Gesù non dice: "Voi sarete", né: "Voi dovete diventare". Ma: "Voi siete". Poche parole per una grande e urgente conversione: vivere la fede cristiana in positivo.
Siamo fatti per essere visti. Guardati. Sembra strano ma è così. Se il Signore chiama, si diventa spettacolo per il mondo e per gli angeli. Sì, la nostra vita è come dentro la scena di un “grande fratello”, e tutti, ma proprio tutti, sono lì a guardare.
Il mondo, come duemila anni fa al Colosseo, cerca martiri, testimoni. Ne ha fame, sono la sua unica speranza. Per questo il loro sangue scorre ininterrottamente da due millenni.
La Chiesa “è” solo se “è martire”, testimone e annunciatrice dell’amore di Dio, della sua infinita misericordia. La nostra vita non può essere altro che un martirio, ogni ora, ogni istante. Tutto in onda. Tutto in diretta. Non stop. Sino al giorno in cui il Padre non staccherà la spina per farci suoi in eterno.
Che bella la nostra vita allora, meraviglioso perderla per amore, perché il mondo creda. Ogni istante è prezioso, un fotogramma dell’amore di Dio donato al mondo intero. La nostra vita per il mondo. Tutto è santo, tutto di noi è suo, perché lui divenga tutto per tutti. Per questo il Signore oggi ci mette in guardia dall'unico vero pericolo che corriamo: quello di perdere il sapore. Se è vero che da una parte è impossibile nascondere una città collocata su di un monte, dall'altra è vero che si può spegnere la luce.
Il solo fatto di essere al mondo è un segno. Non dobbiamo preoccuparci di fare chissà quali cose. E' una questione di sale, di essere sale che sala. Il sale è la capacità di soffrire il segno dell'Alleanza. Il sale mostra una fede adulta, che non fugge davanti alla croce, che ha pazienza nelle sofferenze, che ne intuisce il senso, che vede, trasfigurata nella morte, la risurrezione e la vita.
Sale e luce non è allora altro che essere crocifissi con Cristo, laddove siamo. L'alternativa è lo scandalo dei piccoli, diventare inciampo a chi ancora non crede, ai deboli, a chi muove i primi passi sul cammino della fede. Le parole di Gesù sono una sintesi di morale, di liturgia, di storia. E, prima di tutto, una sintesi di cristologia: ci indicano infatti la luce e il sale del mondo, che è Lui, Cristo.
E' Lui che si è sciolto nella morte di ogni uomo, anche nella nostra, che ne è divenuto partecipe, senza ribellarsi. E' Lui che, innalzato sul Golgota, ha attirato ogni uomo nella sua luce di misericordia. Dobbiamo guardare solamente a Lui, ogni istante. Dobbiamo stringerci solamente a Lui, sino a lasciarci trasformare in Lui. Sino a che sia Lui a vivere in noi. La storia di ogni giorno provvede a limare, potare, tagliare quanto in noi sia di ostacolo a Lui.
Per questo, proprio nelle debolezze, nelle difficoltà, nei fallimenti si adempie in noi la missione per la quale siamo nati. Proprio quando siamo nulla, esplode in noi la potenza di Dio. Non disprezziamo allora nulla delle nostre sofferenze, delle angosce, dei fallimenti. E' in quei momenti che siamo sale, e luce e lievito. Nessun moralismo, nessun impegno, nessuno sforzo, solo un'instancabile abbandono all'amore di Dio. Camminando nella Chiesa per crescere e nutrire la fede. E che sia Lui ad operare in noi e accendere, tra le nostre ferite, la luce per il mondo.
E' questa la nostra vita, ogni istante. E’ così un'opera buona, bella di Dio in noi, perché gli uomini, guardandoci, possano rendere gloria a Dio, perché le bestemmie contro il Nome di Dio pronunciate da tutti di fronte alla morte, siano trasformate in benedizione. Forse la maggior parte delle persone che ci guarderanno resterà con un abbozzo di speranza nel cuore, un seme di Grazia che darà frutto a suo tempo. Quell'incontro con Cristo incarnato nella Chiesa, in una comunità adulta i cui membri si amano di un amore celeste ma visibile, cambia la vita, ad un livello molto profondo. Anche se apparentemente non cambia nulla. L'incontro con un malato in una corsia di ospedale, sereno, anche con un cancro terminale; l'incontro con un collega che fa sempre il lavoro che nessuno vuol fare; l'incontro con un volto radioso, splendente dell'amore di Dio rompe, misteriosamente, la barriera che difende le proprie convinzioni.
L'incontro con la Chiesa e con i cristiani, è come un santo tarlo che si conficca nel cuore. E' una luce, è il sale sparso su una vita che ha perduto il senso. E vedere scricchiolare le proprie certezze è già rendere gloria a Dio. E’ essere Luce e sale del mondo. Non vi è missione più grande. E Dio ha eletto noi per portarla a compimento. Siete sale e luce così come siete. Ne siamo capaci noi così deboli, fragili, incoerenti, peccatori? Gesù l’ha chiesto a uomini e donne come noi, perciò è alla nostra portata vivere così. Anzi, possiamo vivere così proprio perché siamo consapevoli, di non essere superuomini e superdonne, ma "piccoli", quelli che il "mondo" considerano "perdenti". Se vogliamo essere suoi discepoli non solo possiamo: dobbiamo. Anche oggi. Anche ora. In questo tempo nel quale tutti si lamentano della volgarità, della banalità, delle manipolazioni che offendono la bellezza e la dignità della vita, abbiamo la possibilità di recuperare. Non con le parole, ma con i fatti, con una vita "sale e luce".

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