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Il Rinnovamento Carismatico Cattolico in Italia

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) giunse in Italia nel 1970 con Padre Valeriano Gaudet, di origine canadese, oblato di Maria Immacolata, che fondò un Gruppo di lingua inglese presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nell'autunno dell'anno seguente fondò poi il 1° Gruppo di lingua italiana presso la Parrocchia di S. Mauro Pascoli (diocesi di Cesena). Nel 1973, Paolo VI ricevette in udienza alcuni leaders del Rinnovamento riuniti a Grottaferrata, nei pressi di Roma. Paolo VI definì il Rinnovamento “una chance per la Chiesa”, incoraggiandone i primi passi e lo sviluppo. Due anni dopo, in occasione dell'Anno Santo, lo stesso Papa accolse in San Pietro circa 10.000 partecipanti al Congresso Carismatico Internazionale, tenendo loro un discorso memorabile. Nel 1981, e poi per altre volte, Giovanni Paolo II incontrò i responsabili del Rinnovamento e ne incoraggiò il cammino, dopo averne riconosciuto il valore e apprezzato i frutti evidenti nei molteplici aspetti della vita della Chiesa. Il Cardinale Leon Joseph Suenens venne incaricato ad interessarsi del Rinnovamento Carismatico. Nel 1975 fu istituito il primo ufficio che promuoveva lo scambio di esperienze e di informazioni carismatiche a livello mondiale, I.C.O. - International Comunications Office - (attualmente I.C.C.R.S. International Catholic Charismatic Renewal Services) con l'allora sede a Bruxelles. Nel 1981 la sede dell'I.C.C.R.S. è stata trasferita in Vaticano dallo stesso Cardinale Leon Joseph Suenens. Mons. Paul Cordes, vice presidente del Pontificio Consiglio per i Laici nel 1985, succedette al Cardinale Leon Joseph Suenens.

Con il passare del tempo l'I.C.C.R.S. ha avuto, nel 14 settembre 1993, il riconoscimento degli Statuti da parte della Santa Sede. Molto incoraggianti le parole del Decreto di riconoscimento da parte del Pontificio Consiglio per i Laici: “Apprezzando gli scopi dell'I.C.C.R.S. di servizio e promozione del Rinnovamento Carismatico Cattolico in tutto il mondo, sotto l'azione dello Spirito Santo, con una particolare attenzione alla fedeltà alla Chiesa dei partecipanti al Rinnovamento (singoli e gruppi) e la loro obbedienza al Papa e ai Vescovi, in conformità agli insegnamenti della Chiesa... decreta...”.

L'I.C.C.R.S. ha, tra i suoi compiti primari, quello di coordinare e promuovere lo scambio di esperienze e riflessioni fra le comunità carismatiche nel mondo; essere di collegamento con le diverse realtà del Rinnovamento Carismatico Cattolico in vista di conseguire l'unità nella diversità e la comunione per mezzo del dialogo; dare maggior sviluppo ai rapporti con le varie espressioni e realtà carismatiche nonché promuovere tra esse il dialogo reciproco. Tra l'altro il Santo Padre, nel messaggio del 24 aprile 2000 inviato al Raduno Mondiale del Rinnovamento Carismatico, ha ribadito con vigore il ruolo che l'I.C.C.R.S. deve svolgere per il Rinnovamento Internazionale. Ha affermato che “l'International Catholic Charismatic Renewal Services è l'organismo cui spetta il compito di coordinare e promuovere lo scambio di esperienze e di riflessioni tra le comunità carismatiche cattoliche sparse nel mondo”.

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Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) giunse in Italia nel 1970 con Padre Valeriano Gaudet, di origine canadese, oblato di Maria Immacolata, che fondò un Gruppo di lingua inglese presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nell'autunno dell'anno seguente fondò poi il 1° Gruppo di lingua italiana presso la Parrocchia di S. Mauro Pascoli (diocesi di Cesena). Nel 1973, Paolo VI ricevette in udienza alcuni leaders del Rinnovamento riuniti a Grottaferrata, nei pressi di Roma. Paolo VI definì il Rinnovamento “una chance per la Chiesa”, incoraggiandone i primi passi e lo sviluppo. Due anni dopo, in occasione dell'Anno Santo, lo stesso Papa accolse in San Pietro circa 10.000 partecipanti al Congresso Carismatico Internazionale, tenendo loro un discorso memorabile. Nel 1981, e poi per altre volte, Giovanni Paolo II incontrò i responsabili del Rinnovamento e ne incoraggiò il cammino, dopo averne riconosciuto il valore e apprezzato i frutti evidenti nei molteplici aspetti della vita della Chiesa. Il Cardinale Leon Joseph Suenens venne incaricato ad interessarsi del Rinnovamento Carismatico. Nel 1975 fu istituito il primo ufficio che promuoveva lo scambio di esperienze e di informazioni carismatiche a livello mondiale, I.C.O. - International Comunications Office - (attualmente I.C.C.R.S. International Catholic Charismatic Renewal Services) con l'allora sede a Bruxelles. Nel 1981 la sede dell'I.C.C.R.S. è stata trasferita in Vaticano dallo stesso Cardinale Leon Joseph Suenens. Mons. Paul Cordes, vice presidente del Pontificio Consiglio per i Laici nel 1985, succedette al Cardinale Leon Joseph Suenens.

Con il passare del tempo l'I.C.C.R.S. ha avuto, nel 14 settembre 1993, il riconoscimento degli Statuti da parte della Santa Sede. Molto incoraggianti le parole del Decreto di riconoscimento da parte del Pontificio Consiglio per i Laici: “Apprezzando gli scopi dell'I.C.C.R.S. di servizio e promozione del Rinnovamento Carismatico Cattolico in tutto il mondo, sotto l'azione dello Spirito Santo, con una particolare attenzione alla fedeltà alla Chiesa dei partecipanti al Rinnovamento (singoli e gruppi) e la loro obbedienza al Papa e ai Vescovi, in conformità agli insegnamenti della Chiesa... decreta...”.

L'I.C.C.R.S. ha, tra i suoi compiti primari, quello di coordinare e promuovere lo scambio di esperienze e riflessioni fra le comunità carismatiche nel mondo; essere di collegamento con le diverse realtà del Rinnovamento Carismatico Cattolico in vista di conseguire l'unità nella diversità e la comunione per mezzo del dialogo; dare maggior sviluppo ai rapporti con le varie espressioni e realtà carismatiche nonché promuovere tra esse il dialogo reciproco. Tra l'altro il Santo Padre, nel messaggio del 24 aprile 2000 inviato al Raduno Mondiale del Rinnovamento Carismatico, ha ribadito con vigore il ruolo che l'I.C.C.R.S. deve svolgere per il Rinnovamento Internazionale. Ha affermato che “l'International Catholic Charismatic Renewal Services è l'organismo cui spetta il compito di coordinare e promuovere lo scambio di esperienze e di riflessioni tra le comunità carismatiche cattoliche sparse nel mondo”.

Il primo Comitato Nazionale

Il primo Comitato Nazionale di Servizio (CNS), costituito nel 1977, decise di cambiare nome al RCC e di chiamarlo "Rinnovamento nello Spirito" (RnS). Da allora le due espressioni sono state usate per indicare la medesima corrente spirituale. La Conferenza Episcopale Italiana (CEI), nel gennaio del 1996, ha approvato lo statuto dell'Associazione privata di fedeli "Rinnovamento nello Spirito Santo". Dopo aver rinnovato l'approvazione "ad experimentum" il 18 marzo 1999, la CEI ha ora approvato lo Statuto in via definitiva. Questa approvazione è motivo di fraterna gioia per tutte le realtà del RCC italiano. Per evitare però ambiguità e confusioni è necessario distinguere il "Rinnovamento Carismatico o Rinnovamento nello Spirito" da una "Associazione privata". Si tratta di realtà ben diverse: la "corrente spirituale" rappresenta tutto il RCC, mentre l'"Associazione" non è che un'espressione particolare tra le altre. Infatti, come avviene per tutte le realtà associative, l'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" può coordinare solo quei gruppi o comunità i cui membri dichiarano di voler operare attivamente nell'Associazione a norma dello statuto. In Italia nel corso di oltre vent'anni sono sorte, ad opera di sacerdoti e laici, oltre una sessantina di comunità, appartenenti al RCC, che non appartengono all'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo". Queste comunità sono autonome, hanno i loro responsabili e vivono un rapporto di comunione con i loro vescovi. Molte hanno ricevuto da tempo l'approvazione dei loro statuti.

Nessuna realtà carismatica può rifiutare la comunione senza negare se stessa, per questo è in atto da alcuni anni un processo di avvicinamento tra tutte le espressioni carismatiche per trovare le vie della riconciliazione e dell'unità. Questo impegno ha cominciato a dare frutti visibili e apprezzati da tutti, particolarmente dai vescovi.