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Orgoglio e Umiltà

Ha sempre ragione per giustificarsi, ma è molto esigente con gli errori e le limitazioni degli altri. I suoi peccati non sono peccati, ma le mancanze degli altri sono imperdonabili. L' orgoglioso critica sempre il prossimo; lo calunnia, se necessario, per sminuire il prestigio dell'altro perchè non ammette che qualcuno sia pari a lui. Parla delle colpe degli altri per dimostrare così la propria superiorità: per questo mette continuamente in mostra le imperfezioni altrui, persino inventandole.


L' orgoglioso non apre mai il suo cuore da pari a pari, conosce unicamente presunzione. Non ha amici, solo nemici, perchè non apprezza nessuno, compete con tutti e non intavola una relazione franca perchè si sente sempre superiore. Vive in eterna inimicizia con gli altri, specialmente con quelli orgogliosi come lui. L'orgoglioso non osa competere perfino con Dio. Non è capace di inginocchiarsi davanti lui, perche non sa riconoscere un altro essere superiore, più savio, potente e perfetto di lui. Inoltre non prega, non sa lodare e molto meno adorare Dio perchè tutto implica guardare più in alto di se stesso. Con ogni ragione San Tommaso D'Aquino affermava che il maggiore ostacolo nella nostra relazione con Dio è l'orgoglio. Per questo, se abbiamo problemi con la preghiera, prima di cercare nuovi metodi o forme per pregare dovremmo esaminare il livello del nostro orgoglio.


Medicina: l'umiltà. Se l'orgoglioso vuole accaparrare tutta la gloria e il riconoscimento per sé, l'umile dà sempre la gloria a Dio. Essere umile non significa negare le proprie qualità, ma attribuirle al Signore. Se ho dieci talenti, l'umiltà non consiste nel dire che ne ho solo nove, ma nel dare gloria a Dio, con ciascuna delle mie qualità. Per questo padre Carlo del Foucauld dice: “Gesù ha scelto l'ultimo posto e nessuno ha potuto toglierglielo”. Se l'orgoglioso di “successo” parla sempre al passato: “Io sono stato...ho ottenuto...ho potuto...”, l'orgoglioso frustrato si riferisce al futuro: “Io andrò... farò...otterrò...”, tutte cose che poi non si realizzano mai.

L'umile invece confessa “Non posso, non sono capace”. Ma non si ferma qui, dice: “Aiutami, Dio mio. Vieni Spirito Santo, affinchè faccia ciò che non posso fare”. Allora proclama con sicurezza assoluta: “Posso tutto in colui che mi dà forza”. La coscienza della debolezza non si manifesta nel cristiano per indurlo alla disperazione, ma perchè in lui si mostri il potere di Dio. Dice il Salmo 147: Dio non apprezza l'agile corsa dell'uomo. Dio non è glorificato dalle nostre forze: egli compatisce piuttosto pienamente la nostra debolezza, perchè in essa manifesta la sua forza e la sua potenza. Quando siamo piccoli è allora che siamo più grandi, perchè diamo spazio alla potenza di Dio in noi, mentre quando ci facciamo grandi allora siamo più deboli, percchè ci abbandoniamo alla nostra sola forza. Questo non significa che Dio vuole la nostra debolezza, vuole la nostra fiducia in lui più di tutto. Un orgoglioso non può confidare negli altri perchè non riconosce di aver bisogno di loro: è un autosufficiente. L'autosufficienza è la limitazione più grande, perchè l'uomo non sa ricorrere a nessuno all'infuori di se stesso.

Dal libro Nell'umiltà incontri Dio di Salvatore Tumino

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